Quando rivolgersi a un centro antiviolenza

Quando rivolgersi ad un centro antiviolenza?

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Sei vittima di abusi e violenze domestiche? Non sei sola! 

Nel corso degli anni a causa del numero crescente di maltrattamenti domestici sono nati a favore delle donne centri antiviolenza e rifugi per accoglierle e proteggerle nel più totale anonimato.

Continuando a leggere scoprirai:

  • cosa sono i centri antiviolenza;
  • come funzionano;
  • quando rivolgersi ad un centro antiviolenza?

Cos’è un centro antiviolenza?

I centri antiviolenza sono strutture in cui vengono accolte, gratuitamente, le donne di tutte le età che subiscono maltrattamenti domestici, insieme ai figli minorenni. 

Alla base del lavoro che c’è dietro ogni centro, vi è una profonda conoscenza della violenza e delle conseguenze che ha su ogni vittima. 

Queste organizzazioni senza scopo di lucro hanno il compito di guidare le donne verso un percorso di liberazione dalla violenza e dalla paura. 

Ad oggi, si contano circa 350 centri dislocati su tutta la penisola che aiutano giovani donne, madri e i loro eventuali figli minori a scappare da una realtà violenta e pericolosa. 

Quali servizi offrono i centri antiviolenza?

Cosa offre un centro antiviolenza?

I CAV garantiscono a tutte le donne diversi servizi di supporto, tra i più importanti abbiamo:

  • numero di telefono disponibile h24;
  • ascolto e accoglienza;
  • consulenza psicologica;
  • ospitalità in case rifugio;
  • assistenza/consulenza legale;
  • gruppi di sostegno;
  • orientamento al lavoro;
  • supporto ai figli/figlie minori testimoni di violenza;
  • orientamento all’autonomia abitativa. 

Una volta che la vittima chiede aiuto ad un centro antiviolenza è già stato compiuto il primo passo fondamentale che sta ad indicare l’inizio di un percorso decisivo verso la libertà. 

Non sempre le donne riconoscono di aver bisogno di aiuto e nella maggior parte dei casi il fatto di non affidarsi a nessuno, le porta irrimediabilmente a rischiare la loro stessa vita e quella di eventuali figli. 

Le operatrici incaricate, dopo una prima valutazione telefonica stabiliranno il piano d’aiuto personalizzato con il consenso dell’interessata, che prevede inizialmente assistenza immediata nello sporgere la denuncia alle autorità competenti. 

Successivamente, verrà stabilito un primo colloquio personale per iniziare questo nuovo percorso di rinascita lontano da ogni tipo di violenza e sopruso. 

Cosa fare se si è vittima di violenza domestica?

Se sei stata vittima di maltrattamenti o continui a vivere in un contesto violento, è arrivato il momento di agire. 

Ti stai domandando “quando andare in un centro antiviolenza?” se ti trovi in una delle situazioni sopra elencate non esitare a rivolgerti a questa rete di strutture. 

Sicuramente non è una scelta semplice da prendere, in quanto il più delle volte la paura prende il sopravvento. Chi è vittima di violenza spesso si sente sottovalutata, non capita e non ascoltata e rivolgersi a persone esterne per chiedere aiuto diventa uno scoglio insormontabile. 

Riuscire ad affrontare il problema e prendere di petto la situazione, però, è l’unica scelta da fare se si vuole ottenere una vita migliore. 

Rivolgiti al centro più vicino a te per iniziare un percorso di recupero e riprendere in mano la tua vita, puoi farcela!

Centri antiviolenza: chi vi si può rivolgere

Possono recarsi o chiamare ad un centro antiviolenza tutte le donne che hanno subito o continuano a subire maltrattamenti fisici e psicologici, ma non solo! Anche le vittime di stalking perseguitate da mariti, compagni, ex compagni e da tutti coloro che utilizzano la violenza come arma per spaventare e prendere il sopravvento su persone ritenute più deboli, hanno il diritto ad un’assistenza da parte dei CAV. 

Case di rifugio per donne maltrattate

Chi aiuta le donne maltrattate? 

Tutte coloro che si rivolgono ai CAV, possono usufruire delle case rifugio, ma cosa sono?

Si tratta di strutture gratuite e a indirizzo segreto in cui le donne che subiscono violenze possono recarsi per qualche periodo di tempo e hanno l’obiettivo di farle sentire al sicuro e di proteggere la loro incolumità fisica e psicologica. 

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